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Visualizzazione post con etichetta Ricette Stuzzichini. Mostra tutti i post
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sabato 3 gennaio 2009

Individuato il nuovo inascoltabile?

Come da tradizione non solo recente, anche nel nuovo disco di Springsteen ci sarà un inascoltabile, il pezzo che neanche il fan più innamorato riesce a non skippare dal secondo ascolto in poi; ricordiamo "Livin' in the future",  "All I'm thinking about", "Let's be friends", "Part man part monkey", "Cover me", "I'm a rocker" e, a costo di andare incontro alla lapidazione, "Factory".

Del disco di imminente uscita abbiamo ascoltato Jersey Devil, capolavoro poi eliminato dalla track list [nano malefico!], My Lucky Day, piacevole, ma sotto la media cui ci ha abituati, Workin' on a Dream, decisamente brutta e, ora, Life Itself: una merda.

Sarà questo il nuovo inascoltabile? O, visto l'andamento delle rivelazioni, dobbiamo prepararci al peggio?
Quand'è che Patti Scialfa si chiude nel cesso a lucidare il fondo della tazza, anziché dare pareri musicali?
....sono sicura che sia tutta colpa della rossa diabolica, non voglio rassegnarmi al rincoglionimento di Bruce

venerdì 2 gennaio 2009

Tutto in una notte, tutto l'ultima notte

Nella magica notte di San Silvestro, ecco cosa siamo riuscite [io e la mucca che vive nel mio cervello] a tirar fuori partendo da qui:
In ordine casuale, perché il sistema di ditribuzione delle foto in blogger mi fa incazzare come un'eumenide:
Salatini assortiti (mandorla, wurstel, ricotta e spinaci)

Tramezzini pomodoro, mozzarella e patè di olive

Pizzette
Tartine tiepide con brie e pereUova imbottine

Bignè salati con patè di prosciutto [non si vede perché ]

Frico
Cannelloni ricotta e spinaci
Goulasch
con polenta
Spiedini mignon di pollo e mele alle erbe aromatiche [che poi non puoi sorridere perché le hai tutte nei denti, ma tanto siamo in casa]
Pane coi semini fatto in casa [piombo, va ammesso]

Crostata con marmellata di albicocche

Torta al cioccolato per antonomasia

E - UDITE UDITE - la torta che la mamma della Francesca chiede sempre per il proprio compleanno, la TORTA PIU' BUONA DEL MONDO.

Infatti è opera della Giraffa. Infatti nessuno al mondo, mai e poi mai, verrà messo a conoscenza della ricetta.
Mancano all'appello, ma si intravedono sulla tavola imbandita i crostini con il salmone, i crostoni di cipolle gratinati con l'emmenthal, le tartine con le uova di lompo, l'insalata russa [l'ho comprata, lo ammetto, l'ho comprata!!!], i toast, il salame, la mortadella, i sott'olii e i grissini.
Le patatine non abbiamo avuto il coraggio di aprirle


Inspiegabilmente, non abbiamo mangiato tutto.
Meglio, perché così ho modo di sottoporre un campione della produzione al mio critico gastronomico di fiducia e conoscerne il parere.
Chissà quale sarà il responso???

domenica 9 novembre 2008

sabato 8 novembre 2008

Tosta non basta

Il toast è una cosa seria.
Prepararlo è facile, farlo mangiabile anche.
Un toast veramente buono è impresa rara.
 
Il toast è l'espressione suprema dell'inscindibile rapporto fra qualità della materia prima e perfezione di esecuzione.
 
Il toast perfetto è costituito, all'esterno, da due fette di pan carrè.
Il pan carrè è al latte, perciò soffice e poco salato, ma non è dolce come il pane da hamburger; evitate varianti americaneggianti, quindi, e non fate confusione con il pane da tramezzini, che non ha la crosta ed è più umido.
 
Il toast perfetto è farcito con prosciutto cotto tagliato sottile ed eventualmente ripiegato.
Le fette di spalla cotta alte un millimetro e mezzo potete pure darle al cane [a proposito:  mi dovete una spiegazione sulla presenza della spalla in frigo].
 
Il toast perfetto è arricchito di formaggio fondente.
Il formaggio è l'unica parte suscettibile di variabili, basta che non abbia un sapore troppo forte e non bagni il pane.
La miglior resa si ottiene con i formaggiazzi a lingotti da bar, tipo edamer, gouda e sottoprodotti del galbanino [a sua volta sottoprodotto della lavorazione degli pneumatici, credo]. 
Sono la cosa meno salutare che si possa mangiare, faccio fatica a chiamarli "formaggi", ma tengono proprio bene la cottura, senza allagare il tostapane e senza acquistare un gusto troppo forte.
La mia preferenza va al toast con la mozzarella, ma occorre usare la variante da pizza [più asciutta] e tamponare le fette con la carta assorbente.
 
Il toast perfetto si cuoce nel tostapane, o nella piastra elettrica.
Le resistenze devono essere già calde, ma non al massimo del calore, altrimenti brucia e non cuoce.
Il pane deve rimanere morbido, ma formare una sottile crosta croccante, ben tostata; non bruciata, se no è amaro.
Il toast perfetto presenta sfumature dal color cammello al castoro/lontra.
Il toast perfetto è come l'abbigliamento di una vera signora prima di mezzogiorno: mai nero.
 
La bevanda ideale, in abbinamento, è - a mio avviso - il negroni, ma ammetto che il toast si presta facilmente a diversi accompagnamenti.
A differenza della precedente, questa preparazione non è adatta ad essere somministrata né a vegetariani, né a celiaci.
A meno che non vi stiano sulle balle, chiaramente,